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Foixà 2, 2009
Acero Corten oxidado
27,5 x 29 x 7 cm

Colección privada

“Più si riesce a guardare indietro, più avanti si riuscirà a vedere”.

Winston Churchill

“Cos’è dunque lo spazio in quanto spazio? Risposta: lo spazio fa spazio. ‘Fare spazio’ significa sfoltire, render libero, liberare un che di libero, un che di aperto. Solo quando lo spazio fa spazio e rende libero un che di libero, lo spazio si accorda, grazie a questo libero, la possibilità di contrade, di vicinanze e lontananze, di direzioni e limiti, le possibilità di distanze e di grandezze. Se facciamo attenzione a ciò-che-è-più proprio dello spazio, ossia al fatto che fa-spazio, siamo finalmente in condizione di scorgere uno stato di cose rimasto fino ad oggi precluso al pensiero”. “Corpo e spazio”,

M. Heidegger

La ripetizione è per l’artista un passaggio fondamentale e un valore aggiunto, perché l’idea, il materiale e la forma hanno un ruolo assolutamente centrale nel discorso artistico di Guillermo Basagoiti. “Ripetere” diventa sinonimo di “riflettere” ed è proprio quello che l’artista ha voluto fare con l’opera Foixa 2 e in seguito con Foixa 3.

La forma geometrica studiata dall’artista passa per un processo di ossidazione che cambia totalmente la percezione tattile dell’opera: lo scorrere del tempo, intervenendo sulla superficie dell’acciaio, fa cambiare fisicamente l’opera che, come la natura, ha bisogno di riposare per risvegliarsi in una nuova forma. Questo dimostra come Guillermo Basagoiti possieda un profondo rispetto per la materia, per come si comporta e per come si modula. Il materiale utilizzato per questa serie prima riflette, poi si arrugginisce e infine, con il legno, diventa statico, in una coincidenza di forma e funzione. La riduzione della forma spesso attuata dall’artista rispecchia la sua personale convinzione di rifiutare la superficialità del mondo contemporaneo e il suo altalenarsi tra la banalità delle mode e il mero consumismo. La riduzione radicale dell’oggetto artistico è perciò l’unica via per allontanarsi da tutto ciò che è superfluo e che crea continuamente falsi miti. L’essenzialità è sinonimo di ritorno all’origine, di una monumentalizzazione delle forme elementari e primarie, ma anche una riflessione sul fare arte, sulla necessità di vivere secondo valori spirituali profondi e di esprimerli attraverso un particolare percorso artistico.

Texto extraído del libro "Odissea di uno spirito geometrico" de Francesca Chiappini